| Dalla
combustione dei rifiuti, con i TERMOVALORIZZATORI, si recupera
energia sotto forma di energia elettrica e teleriscaldamento
a basso costo che altrimenti andrebbe persa. |
I costi di produzione
di energia con questa tecnica sono mascherati dai forti stanziamenti
pubblici. In ultima analisi sono i cittadini a pagare l’impianto
e le ditte gestrici a beneficiare dei guadagni. Per far tacere
le opposizioni locali si regala acqua calda ed energia elettrica
a tariffe agevolate: tanto i costi di impianto sono stati pagati
da altri cittadini. |
| E’
necessario che ogni cittadino si faccia carico del problema dei
rifiuti anche accettando i termovalorizzatori, senza delegare
ad altri il problema alimentando altre discariche. |
Con
i termovalorizzatori la maggior parte dei rifiuti continua ad
essere posta invece che in una discarica di solidi, in una enorme
discarica a cielo aperto: i rifiuti vengono immessi nella atmosfera
sotto forma di gas. Le ceneri della combustione continuano ad
essere poste in discarica dopo essere state inertizzate. Il cittadino
non si fa carico del problema ma lo delega ad altri perchè
in discarica o in un inceneritore lo mette sempre a casa di altri.
A questa sindrome è stato dato il nome NOT IN MY COURTYARD,
cioè "si ma non nel mio cortile!". |
| I
termovalorizzatori, a differenza delle discariche non nuocciono
alla salute. Solo in passato, per la loro bassa tecnologia, potevano
rappresentare un potenziale pericolo, ma oggi i potenziali pericoli
sono minimizzati se non eliminati del tutto. |
Nessun
dottore, nessuna pubblicazione biomedica solleva il cittadino
dalle apprensioni che derivano dall’avere nelle vicinanze
una discarica o un inceneritore. Quest’ultimo nelle complesse
reazioni chimiche di combustione trasforma materiali leggermente
tossici, in altamente tossici, come la DIOSSINA. I materiali solidi
prodotti necessitano di una costante sorveglianza in quanto tossici
e nocivi, quelli gassosi vengono dispersi nel vento. Una raccolta
di dozzine di pubblicazioni, smentisce la più grossa e
pericolosa bugia: quella che i termovalorizzatori sicuramente
non fanno male. |
| L’incenerimento
dei rifiuti è il più economico dei sistemi di smaltimento. |
Se
è economico in fatto di tassa rifiuti (il prezzo al kg
scende) è perché gli impianti sono finanziati pubblicamente,
il costo sostenuto dalla collettività è ancora più
alto di quello attuale. |
| Molto
si sta facendo per il problema dei rifiuti, anche in termini di
sensibilizzazione dell’opinione pubblica, anche al fine
di minimizzare la quantità dei rifiuti e le dimensioni
degli impianti di incenerimento. |
Il
danaro pubblico viene stanziato per piani in cui la spesa più
grossa è quella destinata allo incenerimento, una minore
alle complesse tecniche di riciclaggio, ed una assolutamente nulla
riguarda il punto nelle tecniche di informazione (etichettatura
dei prodotti) e di produzione di beni durevoli considerate primarie
dalla CEE. Nulla è destinato alla ricerca medica in questo
settore. Nulla è destinato ai piani di monitoraggio della
salute dei cittadini posti nelle vicinanze dei termovalorizzatori. |
| I
termovalorizzatori di ultima generazione sono sofisticati da non
emettere sostanze tossiche infatti il monitoraggio all’uscita
del camino con le apparecchiature più sofisticate disponibili
non rivela tali sostanze. |
Le
apparecchiature di misurazione non sono abbastanza sofisticate
e sensibili da rilevare la presenza di sostanze tossiche all’uscita
dei camini poiché sono diluite in enormi quantità
di gas, se invece mettete apparecchiature altrettanto sofisticate
a controllare l’accumulo di sostanze tossiche nelle vicinanze
dei termovalorizzatori ne potrete misurare la presenza. Ciò
è risaputo da chi dovrebbe tutelare la salute della popolazione
e che sino ad oggi si oppone, sistematicamente, alla misura delle
sostanze accumulate nei pressi (7 km) dai termovalorizzatori operanti. |
| I
comitati ambientalisti terrorizzano i cittadini sulla questione
dei termovalorizzatori. |
I
comitati ecologisti reputano di dover supplire a quanto non viene
fatto dalle istituzioni per contrastare le informazioni inesatte
e ambigue che riguardano i termovalorizzatori e su cui poggia
l’incastellatura politica ed economica che sostiene la loro
costruzione. |
| Studiosi
autorevoli sono di opinione ben diversa dagli ambientalisti e
mettono a disposizione le proprie conoscenze scientifiche che
sono alla base delle loro opinioni, spesso senza trarne alcun
vantaggio, amministratori responsabili sono all’opera per
risolvere i problemi dell’ambiente, che solo fra le altre
cose prevede l’installazione di tali impianti, in siti tali
da non danneggiare né l’ambiente, né i cittadini.
Tutto ciò è effettuato nel rispetto delle norme
europee, italiane e regionali in modo completamente trasparente
per i cittadini i quali possono contare su criteri di correttezza
in tutte le procedure. |
Attualmente
gli studiosi favorevoli allo incenerimento traggono il vantaggio
di occupare le posizioni di prestigio nei consigli di amministrazione
degli enti ed istituzioni che si occupano e controllano l’ambiente,
per contro chi è contrario senza ambiguità non è
presente in modo significativo in queste posizioni. I siti su
cui costruire i termovalorizzatori sono i più dannosi per
la salute infatti l’iter burocraticolegato alle leggi attuali
italiane, identifica i siti in aree senza interesse agro silvo
pastorale, dove siano già presenti servizi di di acqua,
luce e gas. Ciò corrisponde, nella maggior parte dei casi
ad aree fortemente abitate come le periferie cittadine. |
| In
ogni momento la popolazione può controllare i Progetti
e potrà verificare l’efficienza e la non pericolosità
degli impianti. |
Il
controllo dei progetti è effettuato da istituzioni pubbliche
che non sono tenute in alcun caso a sottoporlo ai rappresentanti
dei comitati ambientalisti. Anche ammesso che gli impianti siano
ritenuti pericolosi dai cittadini, non esiste nessuno strumento
giuridico in grado di fermare un impianto neanche per pochi giorni:
una volta innescato un inceneritore si è vincolati a non
spegnerlo più, in quanto l’immondizia non può
essere accumulata altrove e la produzione di energia elettrica
e di acqua calda per il teleriscaldamento diventano esigenze primarie
rispetto alla salute. |